La nostra Tenda
| Data | (18-03-13) |
| Messaggio | Grazie infinite Elio per le tue parole... |
| Data | (18-03-13) |
| Messaggio | Eh si! Sono proprio fortunato! Sai Elio che conservo con gelosia il tuo sms per me? E siamo uomini…quindi…valore doppio. Tu! Con queste tue parole, con questo tuo voler con-dividere, rendi onore ma valorizzi ancor più il senso di questo piccolo spazio, angolo del web. Che poi le tue parole mi abbiano catturato per la loro semplicità, nella consapevolezza che descrivi un vivere che è raro, tanto per la tua generazione quanto per la mia, beh! Questo è altro discorso ed altra storia. Io, figlio di genitori divorziati da quando avevo 3 anni, artefice di tanti dispiacere e rimorsi della mia vita, ti leggo e ti dico: sono contento che sei qui. |
| Data | (17-03-13) |
| Messaggio | Miriam sgranava gli occhi di paura nei momenti di crisi per poi sorridere apertamente, con i suoi strani suoni, subito dopo la crisi chiedendoci di uscire o di ascolare musica.Purtroppo io non c'ero nei suoi ultimi giorni, ma so che si tolse l'ossigeno dalla bocca per dire al suo ragazzo....ora dormo un po' poi mi accompagni al caffè per prendere il mio marocchino (=il suo caffè preferito). I miei ragazzi di comunità ( e non)amavano la vita e molto, con tutte le loro infermità e problematiche gravi, forse per questo sono riuscita a stare loro vicino, perchè erano loro stessi a darsi e darmi forza.Ricordi i calendari di Miriam?Perchè lei era come tutte le belle ragazze, giovane e desiderosa di gioco e affetto, di cose importanti e di cazzate, ecco perchè i calendari.E gli altri? Sempre davanti alla porta per essere i primi a salutare, a riferirmi le loro piccole/grandi cose.Tre di loro che sanno usare il pc mi scrivono come se stessi ancora con loro. Ciao eremì, che la tua strada sia senza ciottoli.... |
| Data | (16-03-13) |
| Messaggio | ..ho letto tante cose in questi giorni. Ho letto la tenda oggi. Ma io ricordo di aver imparato una cosa in ospedale. (a dir la verità ne ho imparate molte ma non tutte è sempre facile ricordarle quotidianamente). Una però la ricordo ancora bene. Ed è il pensiero del "recluso" in una fredda stanza ospedaliera, la notte prima di un intervento. Morire oggi, senza aver fatto ieri quello che avresti voluto fare o dire, è la più grande stronzata che una persona possa fare. E tante parole, che nella vita si rincorrono, come nelle pagine web, si sciolgono come neve al sole. Chissà cosa avrebbe risposto Miriam eh gil? o le altre persone che hai accompagnato sulla via del tramonto! Loro si che di tanti quesiti esistenziali avrebbero forse sorriso...come ricordo di aver fatto io in alcuni momenti della mia vita. Barn, dice sante parole... Io dico..forse...troppe parole! E proseguo il mio viaggio. |
| Data | (13-03-13) |
| Messaggio | dal nulla della mia esperienza in materia di matrimoni, convivenze e simili non avrei una risposta precisa o sensata da dare.. poi, magari, se ci penso un pò, tra la domanda di lucas e le varie argomentazioni che ne sono seguite, un mio pensiero sensato sul tema uscirà. ma comunque, leggendovi, mi viene da dire: ma non è forse già sbagliato porre la questione nei termini del "mettersi al servizio di"? servizio già sa di qualcosa di impegnativo, difficile (che poi si sa che il matrimonio lo sia anche) ma soprattutto qualcosa che secca! (e invece non ci si dovrebbe sposare per servizio) vabbé non è un argomento in cui io saprei che dire.. e probabilmente ho ancora un'idea diversa del matrimonio.. quella di un tutto diviso in due ma quasi come si fosse un unisono. (si lo so, non esiste!) |
| Data | (13-03-13) |
| Messaggio | parole sante gill..sei la migliore...! |
| Data | (13-03-13) |
| Messaggio | Caro Lucas, se parliamo di matrimonio l'idea del "mettersi a servizio di" è una delle poche che fa eccezione rispetto a quanto ho detto prima o meglio...: se si contrae matrimonio pensando e credendo veramente, in comune sentire della controparte,di voler creare qualcosa insieme nella vita allora non è mettersi al servizio della moglie o del marito ma, al plurale, ci mettiamo al servizio di un progetto dettato insieme da ragione e cuore da portare avanti per il tempo che ci è dato. Io, da cattolica, lo penso fermamente: se ci si ama, ci si stima reciprocamente e in egual misura, senza "interessi" personali di tipo materiale allora ci si sposa per creare la propria famiglia che non è uno stare insieme ad una donna/uomo, fare o non fare figli, dormire insieme e stop. E' con-vivere, ossia vivere insieme e andare avanti insieme anche nel negativo, sopportare e supportare, parlarsi,con-dividere. E non è facile affatto! Ma si deve provare sempre se si vuole creare la propria famiglia. Se invece l'attrazione per l'altro ti porta a desiderarlo senza le caratteristiche di prima, se insomma ci si vuole divertire, e l'altro ci sta...ovviamente, allora è inutile sposarsi.Chi ci obbliga? Ok..ok...vado via, ho straparlato anche oggi. Buon pomeriggio erezim! ![]() |
| Data | (13-03-13) |
| Messaggio | Interessante. Grazie Gill. Mi è stato detto che mettersi al servizio della persona, qualsiasi essa sia, marito o moglie compresi, è un errore. Non aiuta, non fa crescere e prosciuga. Ci devo riflettere; da primo impatto emotivo sento che ha senso, anche se fattivamente non so come si possa distinguere il servizio ad una causa comune, esempio il matrimonio, senza passare attraverso il servizio alla persona in questione e ricadere nell'errore. |
| Data | (13-03-13) |
| Messaggio | Tra i miei 16 e 23 anni fui al servizio di un'idea, poi la vita mi portò a riflettere sulle mille varianti che aveva.Sono rimasta fedele all'idea base che ho sempre reputato importante. Mai fedele alla persona a meno che non parliamo del nostro migliore amico o di mio marito....!!! L'uomo per definizione è fallibile, e nella pratica(politica o sociale che sia) lo è davvero molto. Non sempre ma a volte le idee sono migliori degli uomini(intesi come genere umano giacché anche le donne sanno sbagliare magnificamente!) Buona giornata erezim! |