La nostra Tenda


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Nomemanu
Data(12-02-15)
Messaggio"io so il perché" (cfr. gill) - mi piace! però per evitare di chiamare in causa la crusca amplio il mio concetto, ossia, mi piace racchiude un approvo, sottoscrivo, condivido. e approvo, sottoscrivo e condivido sono da intendersi come un "anche io so il perché non guardo qualche film, non voglio guardarlo o non lo riguardo più" (o non leggo alcuni libri o non voglio sentir parlare di alcuni temi). magari non lo dico, però dentro di me la risposta ce l'ho.. e quando non ce l'ho la cerco, la rielaboro. (tralasciando il "non è il mio genere, o sono film da maschi/donna che tutti noi avremo detto almeno una volta nella vita"smilie.


...e comunque, giusto per farvi ridere un pò, ho appena chiuso il telefono in faccia a qualcuno, però senza volerlo.. pensavo avessero preso la chiamata dall'altro telefono visto che quando ho risposto questo se la discuteva per i fatti suoi.. e poi ho anche dato del buonasera e la "collega" dall'altro capo del telefono mi è venuta dietro.. ahahah
smilie smilie che figure di bip! smilie ..quando è sabato.. sono fusa!


Nomegill..2
Data(11-02-15)
MessaggioLa sofferenza è quasi sempre uno stato riferito al corpo alla psiche umana che porta dolore o angoscia, qualcosa che brucia dentro, qualcosa che ci fa stare molto male.
Quindi se all’inizio parrebbe aver ragione Verena per il significato letterale del verbo è pur vero che chiunque oggi alla frase “…. ne ho sofferto” può tranquillamente intendere che ha avuto dolore in merito a quella cosa, che le ha procurato dispiacere.
Ma, come spesso accade nelle dispute, il punto essenziale non è il significato dei verbi usati ma il perché si usano. Mettiamo anche che soffrire stia bene al posto di “mi ha toccato”: ebbene…perché ti ha toccato…quale nervo scoperto ha toccato…perché non riesci a vedere il film?????
Non chiedo per avere risposta. Sai Verena…dai miei 18 anni fino ai 40/45 anni ho visto pochi film ma spesso quelli che ho visto trattavano qualsiasi argomento anche triste, doloroso. Poi lentamente non ho più visto nulla. Sono molti anni ormai che vedo tv né film che trattino nemmeno lontanamente di violenza(su chiunque) di bambini o di campi di concentramento e affini.
Anche io ho i cd dei film”Schindler’s list” e “la vita è bella” di Benigni e sono nel mio studio che occhieggiano ma non credo li vedrò mai…. Ed io so il perché.


Nomegill..1
Data(11-02-15)
MessaggioBuona sera!
Ho letto nelle pagine addietro e le vostre parole. Mi soffermo solo sugli ultimi interventi di Verena (ciao Verena, felice di leggerti ) e dell’eremita ossia sulla disquisizione circa il verbo “soffrire”.
Essendo, come moltissimi altri, un verbo che deriva dal latino, soffrire ha un significato letterale antico ed altri per estensione oltre il significato moderno ossia quello per cui, dalla fine dell’ottocento ad oggi, lo usiamo comunemente. Mi spiego: soffrire deriva da sub ( sotto) e ferre (portare), per cui alla lettera vuol dire portare sotto, ossia su se medesimi,o meglio so-portare che in italiano diviene sopportare. Per estensione ha avuto anche altri significati usati esclusivamente in classici vari di cui non vogliamo occuparci stasera…. Il problema è che nell’era moderna i significati si sono, come dire, specializzati…sono diventati più specifici per cui se usiamo il verbo sopportare vogliamo intendere reggere un peso, concreto o metaforico che sia, oppure patire o simile. Invece soffrire per i comuni mortali vuole sempre indicare uno stato più grave del semplice patite o della sopportazione.


Nomeeremita
Data(11-02-15)
MessaggioOra comprendo.

Però, giovane will, in questo caso stai commettendo l'errore del genio ribelle.
Stai, anzi, hai metabolizzato un appellativo basandoti su 6 min. circa di film.

Ignori la totalità del suo contenuto. Puoi averne letto la trama o perfino la scenografia, ma non lo hai visto.

Non hai provato sulla tua pelle e nella tua mente ciò che quel film può suscitare.

Psso comprendere la scelta di non guardare una mini serie (Braccialetti rossi) ove si parla di malattia, di ragazzi che si uniscono e si danno forza vicendevolmente, ma un film come Will Hunting...beh...non necessita coraggio. (secondo me)
Solo voglia di farlo proprio e poi forse provare a comprendere, ma in ogni caso con una base certa!

Averlo provato e vissuto con i tuoi occhi, la tua mente ed il tuo cuore.


Nomeverena
Data(11-02-15)
MessaggioNo, eremita, mi rifiuto di vederlo più o meno da sei anni, benché abbia comprato il dvd. È più forte di me, rimando ogni volta.
Codardia?

Mi farà piacere leggere un intervento di Gill, in ogni caso. smilie


Nomeeremita
Data(11-02-15)
MessaggioGiovane will.

Una sofferenza si sopporta
Un dolore si sopporta
una ferita si sopporta.

Alla "stregua" di una persona come di una mosca in una stanza.

Ma scrivere sofferenza=sopportare oh!!! mi sa devo proprio tornare a scuola.

Una sofferenza o una mosca si può sopportare o non sopportare ma decisamente la sofferenza è una cosa, come la si affronta, in termini di subire, sopportare, non sopportare è un'altra.

Però ripeto. Sono di povero vocabolario, magari la Gill, nella sua qualità di Prof. di lettere nonchè con un buon ventennio in più di me ed un mare di esperienze vissute, oltre che lette o sentite raccontare, potrà smentirmi o supportarmi.

Ammesso abbia tempo e modo per dipanare questo piccolo rebus di applicazione della lingua Italiana.

E se è vero che uno dei miei pochi assiomi è un tratto del "Pellegrinaggio del giovane Aroldo, di Byron, è anche vero che 20anni in più di vita vissuta, di perdite, di dolori...beh...forniscono ben altra visione delle cose.
Soprattutto se poi spesi nel sociale ed a contatto con la sofferenza pura, come della morte.

Una curiosità giovane Will. Ma il film poi, lo hai mai più visto?


Nomeverena
Data(11-02-15)
MessaggioMa anche soffrire=sopportare, portare su di sé - e in un certo modo anche risentirne. Non acqua fresca, ma neanche, addirittura!, dolore.

smilie smilie smilie


Nomeeremita
Data(11-02-15)
MessaggioGiacchè è il tuo ramo:

". Quando mi hai dato la prima volta del giovane Will, ne ho sofferto "

A me il sinonimo di soffrire più immediato che è venuto è stato sofferto=sofferenza=dolore=ferita.

Ma io ho un vocabolario limitato.

Ricambio il saluto


Nomeverena
Data(11-02-15)
MessaggioMa che ferire e ferire, mi ha toccata e fatta riflettere, tutto qui.

Credo sia importante continuare ad esercitare la capacità di argomentare per iscritto, ma probabilmente sono un po' di parte, è esattamente il mio ramo.

Un saluto.


Nomeeremita
Data(10-02-15)
MessaggioVerena,
alla fine, come sempre, qui ci si scambia delle idee.

In realtà la maggior parte delle persone ormai predilige o descrivere parvenze di riflessioni in articolate espressioni letterarie, tanto articolate che spesso sono di scarsa comprensione, oppure liquida tutto con un bel pollice (e poco altro) su quel gran bel mondo (e sono sarcastico) di "faccialibro).

Io non appartengo a nessuna delle due macrocategorie.
Poi ci sono le microcategorie, le sfaccettature e le tante sfumature...nelle persone come nelle situazioni.

Ma la tua domanda, a mio avviso, partiva da un baricentro diverso rispetto a quello raggiunto nell'articolarsi del breve confronto.

Quindi, alla fine, rispondo sia a Manu che a te con una stessa frase che poi è anche un titolo.

Così è se vi pare.

p.s. mi spiace, ma non c'era intento alcuno, anni fa, di voler ferire con quel mio appellativo.


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