| Message | Cari amici, oggi non e' per niente una bella giornata. Ho perso un mio carissimo amico, Alfonso, strappato violentemente alla vita all'eta di 31 anni. Violenza, dolore e angoscia ma che cazzo vogliamo saperne. Pretendiamo sempre di insegnare tutti a tutti, pretendiamo sempre che il nostro dolore sia peggiore di quello altrui. Siamo degli egoisti, tutti quanti. Parliamo dell'Iraq e dei suoi morti, della dialettica del dolore e dei silenzi. Quanti di noi effettivamente piangono per quei poveracci? Tu Gianluca? stai con un fazzoletto a disperarti? O tu David? stavi a consolare le loro famiglie? Mi ripeto il male lo sentiamo solo quando brucia sulla nostra carne. Tutto il resto e' letteratura, di piu' o meno scarsa estrazione. Ti ringrazio Ilenia di aver scritto in questo spazio del tuo dolore, perché il tuo male qui dentro lo abbiamo sentito in molti. Ci hai mostrato I MORTI DELL'IRAQ - LA DISPERAZIONE DELLA SOLITUDINE - LA VIOLENZA - L'ENERGIA - LA VOGLIA DI VIVERE - LA DIGNITA'. Non servono discorsi forbiti, i silenzi possono dare tutto questo, il silenzio stilettato da uno sguardo, un'espressione vale piu' di un intero libro. Non si parla del "silenzio-assenso del diritto amministrativo" Qui si parla di valori umani, e di principi fondamentali per cui un uomo si rapporta ad un altro uomo.
UN abbraccio a tutti quanti. Angelo |