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NameAngelo "romeoERgatto"
Date2006-05-03
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MessageCari amici, oggi non e' per niente una bella giornata. Ho perso un mio carissimo amico, Alfonso, strappato violentemente alla vita all'eta di 31 anni. Violenza, dolore e angoscia smilie ma che cazzo vogliamo saperne. Pretendiamo sempre di insegnare tutti a tutti, pretendiamo sempre che il nostro dolore sia peggiore di quello altrui. Siamo degli egoisti, tutti quanti. Parliamo dell'Iraq e dei suoi morti, della dialettica del dolore e dei silenzi. Quanti di noi effettivamente piangono per quei poveracci? Tu Gianluca? stai con un fazzoletto a disperarti? O tu David? stavi a consolare le loro famiglie? Mi ripeto smilie il male lo sentiamo solo quando brucia sulla nostra carne. Tutto il resto e' letteratura, di piu' o meno scarsa estrazione.
Ti ringrazio Ilenia di aver scritto in questo spazio del tuo dolore, perché il tuo male qui dentro lo abbiamo sentito in molti. Ci hai mostrato I MORTI DELL'IRAQ - LA DISPERAZIONE DELLA SOLITUDINE - LA VIOLENZA - L'ENERGIA - LA VOGLIA DI VIVERE - LA DIGNITA'. Non servono discorsi forbiti, i silenzi possono dare tutto questo, il silenzio stilettato da uno sguardo, un'espressione vale piu' di un intero libro. Non si parla del "silenzio-assenso del diritto amministrativo" Qui si parla di valori umani, e di principi fondamentali per cui un uomo si rapporta ad un altro uomo.

UN abbraccio a tutti quanti.
Angelo
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NameDanilo "Trudy"
Date2006-05-03
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MessageCredo sia molto difficile parlare di certe cose (soprattutto di violenze, fisiche o psicologiche che siano), senza averle subite. E ovviamente e' meglio non averle subite.
Pero', carissimo Franco, credo che dobbiamo comunque guardare avanti, guardare alle belle cose che abbiamo intorno a noi. Hai ragione, e' difficile "guardare oltre", ma credo sia l'unica cosa da fare per non passare una vita di dolore.

Anche io sono incazzato (lo sono quasi sempre).
Un abbraccio a tutti.
A Ilenia in particolare.
Danilo
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NameAnna
Date2006-05-03
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MessageE' un argomento amaro ma va affrontato.Che scegliate di urlare tutto fuori, di mandare a fare in culo o qualsiasi altra cosa, é sempre difficile. Valentina, Jimmy (Franco?) ognuno di loro affronta in maniera diversa il contatto a pelle con la realtà. Non voglio passare per la porta di servizio, chiamo la faccenda col suo vero nome - VIOLENZA - Chi la vive la ricorda in forma vivida ed aggressiva, ma vedi Franco, David non ha tutti i torti perché la vita é troppo bella e fugace per essere abbandonata ai brutti ricordi. Bisogna guardare avanti e rimettere insieme i pezzi. Angelo scrive <Il vero dramma non nasce quasi mai dall'atto di violenza in se stesso, almeno non nel mio caso, ma da quanto ti accade attorno in conseguenza dell'atto stesso>. Non posso che essere d'accordo. Non sono i fatti, ma le reazioni di altri a quel fatto che ci cambiano la vita. Se potessimo parlare delle violenze che subiamo senza subirne umilianti conseguenze, sarebbe tutto più facile.

Sono Anna, forse molto più incazzata di Franco.
Ciao a tutti
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NameFranco
Date2006-05-03
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MessageBRAVO DAVID! CLAP CLAP CLAP ....
smilie Fatti infilare pure te qualcosa nel culo senza che tu lo voglia .... e poi pensa alle belle cose della vita.
MA COME CAZZO FAI??? ... a dire ste cazzate ....
Ilenia sei incazzata e fai bene. MA VAFFAN.. a chi ti ha fatto questo. MA VAFFAN.. a chi ti ha messo le mani addosso. Tira fuori la rabbia bella, tirala fuori tutta ed urla urla urla finché non hai più fiato. Liberati ... dalla rabbia .... URLAAAAAAAAAAAA. Il male va buttato fuori e non coperto dalle cazzate che dice David.


Sono con te sorella e te capisco, ma te capisco pure meglio di quanto tu non possa immaginare. Certe cose fanno vissute per sapere che sapore hanno.

So Franco
e me girano i coglioni
Amen
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NameDavid
Date2006-05-03
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MessageCara Ilenia, conosco da tanti anni Angelo, Deus ex machina di questo blog ed é un genio, conosce il potere della parola meglio di ogni psico terapeuta. Angelo é anche una persona di rara ed autentica sensibilità e credo che mentre scriveva di Jimmy soffriva come ora soffri tu. Tu parli di dignità, e fai bene perché la vita é un gran dono, e va trattata con rispetto. Una violenza lascia sicuramente solchi molto profondi, ma credo che tu sappia molto bene che abbiamo attorno anche cose molto belle per cui vale la pena continuare, e tra le cose molto belle della vita smilie ci sei anche tu!
Ti abbraccio
David
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NameIlenia
Date2006-05-03
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MessageBuon giorno a tutti, io sono Ilenia. Ho trovato questo blog per caso, mentre interrogavo google per un sito sui gatti. Mi sono piaciute le foto (ed anche il tipo sulle foto!) e così mi sono soffermata a leggere. Poi ho letto anche i vostri commenti in un intrecciarsi di interessanti personalità, i riferimenti su Jimmy fatti da Valentina, i commenti di Danilo, le elucubrazioni un pò coglione di Gianluca. Ma tutto va bene. Mi é venuta voglia di leggere di Jimmy e sono passata sull'altro sito. Ed ora sto male. Sto qui a scrivere perché sto tanto male. Oggi ho 38 anni e ne sono passati quasi 25 da quanto qualcuno, con le sue sporche mani, mi ha regalato le stesse cose. Le ho vissute nella corsa del bimbo verso il mare. Un ritorno alla condizione fetale nel grembo materno per essere protetti. Sto male e sono stata male come il piccolo Jimmy. Certe ferite non si chiudono mai.Le parole che scorrono su quel blog sanno di tanta rabbia, forza e dignità. Arrivano precise e taglienti. Mi hanno scossa al punto da riuscire a dirmi "ILENIA SEI VIVA" Può sembrare banale, vi assicuro che non lo é per niente. Chi ha scritto queste parole o é un genio, o ha vissuto quanto ha scritto. In qualsiasi caso tengo a dire grazie per aver condiviso tutto questo anche con me.
Ilenia
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Namegianluca
Date2006-04-28
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MessageMi permetto sommessamente di rispondere ad Angelo, per chiarire una cosa sul silenzio. Io non ci ho mai creduto, fin da quando studiavo il silenzio-assenso nel diritto amministrativo, non credo che possa dire qls di chiaro, ma crea confusione quanto meno in un rapporto dialettico. Io credo che i nostri lontanissimi avi hanno superato il muro della incomunicabilita' proprio con la parola, anche se da qui che nascono le nostre incomprensioni.
Mi ha colpito la lucidità di Valentina nel capire la metafora del mare, bella e dolce, anche se non sono dello stesso avviso, i figli vanno lasciati vivere le loro vite anche se pericolose. Lo dice uno che ha fatigato in questo senso e ne' porto alcuni segni.
Un saluto circunavigabile
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NameDanilo "Trudy"
Date2006-04-27
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MessageScusate ma le morti in Iraq non mi toccano piu' di tanto, come del resto non mi toccano piu' di tanto le morti che avvengono quotidianamente nel resto del mondo. Soprattutto quando si tratta di soldati. Forse sono cinico... Ma insomma, con tutta la gente che muore ogni giorno (guerre, violenze, fame, sete, malattie...) su questo cazzo di pianeta, non dovrei fare altro che passare la mia giornata, tutte le mie giornate, a struggermi dal dolore. Tutte le guerre sono assurde. ma l'uomo non riesce a vivere senza la violenza. Questi erano soldati. Brave persone, non teste di cazzo come la maggior parte dei soldati americani e inglesi. Ma pur sempre soldati. E i soldati vanno in guerra. E in guerra si muore. Punto. Bisognerebbe cominciare a far fuori quelli che le guerre le organizzano per puri interessi economici. Che non hanno niente a che fare con il terrorismo o con la patria. Ma anche questa sarebbe una violenza, per cui...
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NameDavid
Date2006-04-27
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MessageFranco! Non tutti si fumano le schifezze che ti fumi tu! Era solo un modo per dire che quello che ho letto mi piace molto. Non conoscevo Angelo sotto questo aspetto.

Baci. David
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NameValentina
Date2006-04-27
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MessageScusatemi smilie ogni tanto intervengo in questo vitalissimo blog. In particolare oggi mi sono chiesta perché per alcuni sia così facile dare poca considerazione al valore della vita. Angelo dice bene, é la nostra carne quella che brucia di più. Solo chi ha provato tanto dolore ne capisce gli effetti. Chi conosce questi effetti non manda i suoi figli alla guerra. Nel pagine di Jimmy che ho letto vedo un bimbo che rincorre la vita, per poi essere cullato e protetto dal mare, come avvolto dal liquido nel ventre materno. Nella guerra di cui ha parlato Gianluca avviene qualcosa di simile. I nostri figli scappano dalla cattiveria, ma non trovano nessun mare buono che puo' difenderli e proteggerli. Teniamo i nostri figli con noi.

Valentina smilie
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