A.S.D. Sporting NOLA


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Data2007-03-09
Messaggioun po lungo?ma nooo....non direi! smilie smilie


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Data2007-03-09
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Messaggio''Che gli hanno dato un colpo di sportello alla guardia?, come gli e' arrivato?'' chiede il giovane. Risponde il padre: ''Penso di si...almeno. C'era lo sportello aperto, ha fatto manovra e gli e' arrivato addosso lo sportello...era aperto''. Secca la risposta che arriva da palazzo di giustizia: l'ipotesi e' stata ''vagliata, verificata ed esclusa'' dalla procura, con il testimone dell'incidente che ha negato tutto smentendo la ricostruzione....

...lo so che è un pò lungo questo "copia ed incolla",ma vale la pena leggerlo,invito rivolto ai moralisti che scrivono sul blog e che avete in squadra...nessuno giustifica niente...ma almeno che venga fatta giustizia,che venga trovato "IL" colpevole e non "UN" colpevole!

C.S. dei C.S. Jona


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Data2007-03-09
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Messaggio...I punti contenuti nella richiesta di scarcerazione saranno esaminati dalla procura dei minorenni che presentera' al Gip Alessandra Chierego le sue valutazioni. Lo stesso giudice che nel provvedimento d'arresto ha gia' scritto come proprio quel 'buco' di sette secondi non inficia la tesi dell'accusa ''perche' appare pienamente compatibile con la ricostruzione degli eventi'' che emerge ''da atti e testimonianze''.
Ed inoltre la mancanza di pochi secondi ''non scardina l'impianto accusatorio'' perche' la ricostruzione fatta nel filmato ''rimane l'unica plausibile''. Muro contro muro, dunque. E uno scontro che si allarga anche ad un altro punto dell'istanza di scarcerazione, laddove il pool di legali avanza ''ulteriori ipotesi alternative del decesso dell'ispettore Raciti'' che, secondo il ricorso, potrebbe invece essere stato colpito dallo sportello dell'auto su cui viaggiava. Agli atti dell'inchiesta c'e' infatti un'intercettazione audio-video di un dialogo nel carcere di Catania tra uno dei maggiorenni coinvolto negli scontri (accusato solo di resistenza) e i genitori.


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Data2007-03-09
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Messaggio...Le ''falle - spiega poi il legale - sono nella tempistica sia dello scontro sia dei tempi tra il ferimento e il decesso''. Raciti, secondo questa tesi, arriva allo stadio ''alle 19:08'' mentre lo scontro incriminato sarebbe avvenuto ''un minuto e 45 secondi dopo''. ''Troppo poco'', dunque, ''tanto che i tempi appaiono palesemente inverosimili: e' impossibile che in poco meno di due minuti l'ispettore sia sceso dal mezzo con cui e' arrivato, accompagnando i tifosi del Palermo, percorso via Cifali, entrato nello stadio per poi ricongiungersi nella piazzetta Boggio Lera e organizzare la carica''.
Contestata anche la tesi secondo cui il pezzo metallico che si vede nel video sarebbe stato utilizzato a mo' di ariete dal giovane minorenne. ''E' stato lanciato e quindi non e' compatibile con la ferita'', ribadisce Lipera. Ci sono poi le incongruenze logiche, che hanno a vedere con la ferita riportata dall'ispettore.
''Le lesioni del fegato - scrive il pool di legali - fanno pensare che tra l'evento lesivo e lo shock emorragico siano trascorsi pochi minuti, al massimo 15-20''. Poiche' Raciti e' morto alle 22.15 ed e' arrivato all'ospedale alle 20.40, ''ci sono forti dubbi che l'ispettore sia morto per il colpo subito alle 19:08 per mano dell'indagato, che in ogni caso non l'ha colpito''....


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Data2007-03-09
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MessaggioAncora...
"ROMA - Un 'buco' nel video ripreso dalle telecamere dello stadio Massimino, sette secondi in cui si vede un muro grigio cemento in primo piano e nient'altro: si gioca tutta su questi pochi frame la partita, e lo scontro giudiziario, tra la procura dei minori di Catania e i legali del diciassettenne in carcere con l'accusa di aver provocato il ferimento che e' costato la vita all'ispettore di polizia Filippo Raciti, nei folli scontri scoppiati durante il derby Catania-Palermo lo scorso 2 febbraio.
Un buco che fa sostenere alle due parti tesi diametralmente opposte: lo scontro ''e' inevitabile e c'e' stato'' dice l'accusa; ''non e' avvenuto, perche' l'oggetto e' stato lanciato'' ribatte la difesa dopo aver studiato le carte e presentato al Gip la richiesta di scarcerazione del giovane ''per sopravvenuta mancanza di indizi di colpevolezza''. Il pool di legali dello studio Lipera punta tutto su due elementi, incongruenze ''temporali e logiche''. Premettendo un concetto: ''ad una tragedia immane che e' la morte di un agente - dice l'avvocato Giuseppe Lipera - non si deve aggiungere un'altra tragedia, accusando di un delitto enorme un ragazzo che e' innocente''....


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Data2007-03-09
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Messaggio...In altra situazione la morte sarebbe arrivata più rapidamente". I dati definitivi dell'autopsia, eseguita dal medico Giuseppe Ragazzi, non sono ancora disponibili. Il difensore del minorenne indagato, Giuseppe Lipera, ha nominato un perito per le controanalisi: "Non abbiamo avuto nulla", spiega il legale, "neanche i primi dati dell'esame autoptico. La Procura dei minori ha comunicato di non poterli fornire perché la perizia è stata disposta da altra autorità giudiziaria, la Procura distrettuale della Repubblica". Resta una domanda: Raciti muore per il colpo subito tra le 19,04 e le 19,09 non ripreso dalle telecamere? Oppure ne ha subito un altro, mortale, durante la guerriglia successiva?


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Data2007-03-09
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Messaggio...Il referto d'ingresso parla di arresto cardiocircolatorio per barotrauma, evento conseguente all'onda d'urto causata da esplosione. Il corpo di Raciti, infatti, non presenta alcun segno visibile di contusione o di contatto con un corpo contundente. "Ci siamo accorti subito che era gravissimo", dice Sergio Pintaudi, direttore del Dipartimento di emergenza: "Dalla lettiga dell'ambulanza al lettino del pronto soccorso il volto è diventato cianotico e le labbra nere. Il cuore ha smesso di battere. Raciti viene sottoposto a massaggio cardiaco, adrenalina e defibrillazione, poi viene trasferito in rianimazione". Ma il cuore è fermo e non ripartirà più; dall'organo arrivano solo segnali elettrici di risposta alle cardiostimolazioni, il cervello si fermerà intorno alle 22,10. Dice il medico: "Gli esami hanno evidenziato la lesione di una vena del fegato, ma sul corpo non c'era alcun segno visibile di impatto. Questo può non voler dire nulla: un colpo di questo tipo può essere aggravato da tanti fattori come la posizione del corpo o eventuali movimenti. Considerando la carica di adrenalina del momento e la giovane età, il colpo che ha causato la lesione va collocato in un arco temporale di tre quarti d'ora al massimo prima del decesso (se quindi è deceduto alle 22.10, il colpo mortale è stato ricevuto al massimo alle 21.25: poiché le immagini riferite al ragazzo sono collocate tra le 19.04 e le 19.09 non può essere lui l'assassino, n.d.L.)....


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Data2007-03-09
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Messaggio...ore 20.30: la partita è finita, ma gli ultras proseguono la guerriglia fuori dello stadio. A un'ora e 20 da quell'unica carica Raciti continua a difendere l'ordine pubblico. "Ci lanciavano estintori", ricorda Carmelo P., collega di Raciti, "pietre, pezzi di ceramica e lavabi contro i nostri mezzi. Abbiamo preso un Discovery per cercare di allontanarli, ma ci hanno assalito, sfondando la carrozzeria della vettura, i vetri. È persino scoppiata una ruota". Sessantadue tra poliziotti e carabinieri refertati all'ospedale Garibaldi, contro 25 tifosi testimoniano una violenza a senso unico. Persino il capo del reparto mobile, Pietro Gambuzza, alle cinque del mattino si accorge di avere il piede destro fratturato. "Eravamo riusciti a fermare uno degli aggressori, io non volevo andare via", ricostruisce l'agente, "ma Raciti mi ha detto di portare il fermato nel camper dove li raccoglievamo e sono andato. Da lontano ho poi visto del fumo sotto la vettura e quando sono tornato sul posto Filippo era già in barella svenuto". Raciti è nel Discovery, qualcuno getta una bomba carta dentro l'auto. Alle 20,34 l'ispettore si accascia: "Mi sento male, aiuto...". Lo soccorre un medico della polizia che per primo si accorge del Discovery che procede lentamente a marcia indietro con lo sportello anteriore destro aperto, scortato da agenti di polizia. L'ispettore arriva al pronto soccorso dell'ospedale Garibaldi in condizioni disperate....


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Data2007-03-09
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Messaggio...Per gli investigatori l'assenza di immagini determinanti "è un dettaglio marginale", perché, sostengono, "è rigorosamente logico che ci sia l'impatto" tra il giovane e l'ispettore. Una tesi contestata dalla difesa: "Dalle immagini", dice l'avvocato Giuseppe Lipera, "si ha la perfetta percezione che l'oggetto lanciato abbia compiuto interamente la sua traiettoria per inerzia, senza urtare alcunché. Nei filmati non c'è alcun fotogramma che ritragga i giovani che brandiscono a mo' d'ariete quel pezzo di lamiera. Anche i carabinieri del reparto mobile di Palermo, interrogati l'11 febbraio, non aggiungono nulla. Quel possibile colpo non l'ha visto nessuno, neanche i carabinieri che erano alle spalle dell'unità guidata dall'ispettore Raciti, all'ingresso della curva Nord". Intanto la scientifica sta esaminando lo strappo subito dal giubbotto di Raciti "sul lato destro" per accertare la compatibilità, anche dalle tracce di polvere, con il lavabo di alluminio. Ma il punto è un altro. Se Raciti subisce un colpo mortale, nessuno se ne accorge. Neanche lui...


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Data2007-03-09
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Messaggio...ore 19.04/19.07: due telecamere fisse riprendono l'unica carica cui partecipa l'ispettore Raciti, riconosciuto con certezza dal casco opaco, ricordo del G8 di Genova, dai gradi sulle spalline e dall'assenza dei parastinchi. La prova più forte dell'accusa è un "combinato disposto di due filmati realizzati da due posizioni diverse". Le riprese non sono complete perché entrambi gli obiettivi non colgono l'eventuale contatto. La prima telecamera puntata verso l'interno della Nord riprende i tifosi che raccolgono un pezzo di lamiera, probabilmente un coprilavabo in alluminio con delle spalliere, che pesa circa cinque chili. Si intravedono altre cinque o sei persone, non riconosciute, che insieme ad Antonio raccolgono quella sbarra e la lanciano "a parabola". L'altra telecamera è puntata verso l'esterno e ritrae i poliziotti che si dirigono verso l'ingresso della curva Nord. Viene ripreso anche il momento in cui la lamiera cade per terra sollevando polvere.
Interrogato l'8 febbraio, il minorenne indagato si riconosce nei fotogrammi, ammette di avere scagliato insieme agli altri il pezzo di lamiera e anche di averlo "spinto una volta" contro gli agenti, ma sostiene di non avere colpito nessuno....


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