| Messaggio | Vi lascio un'appunto che fa riflettere, vi stimo ed ammiro la mentalità che alcuni dei vostri "ultras" hanno.
Il calcio, per questo, oggi non è più specchio della società. Semmai, è vero il contrario. La società si specchia nel calcio. Ne assorbe gli umori, le tensioni, le violenze. Per poi ritrarsi. Prendere le distanze. Denunciarne la degenerazione. Urlare contro le frange violente. I pochi esagitati estremisti che tengono in ostaggio tutto e tutti. Il calcio - sentiamo ripetere dovunque, come un mantra - non coincide con gli "ultrà". Neppure i tifosi. Tanto meno la società.
Troppo facile. Troppo semplice. Autoassolutorio. Per i tifosi, per il calcio e per la società. Invece noi pensiamo che oggi nel tifo, nel calcio, nella società e in (quasi) tutti noi si annidi un ultrà. Dissimulato. Inconfessato. Ma, in tempi "normali", neanche troppo. Poi, quando esplode, incontrollato, arretriamo. Ne prendiamo le distanze. Troppo spaventati, per ammettere. Di averlo, a lungo, nascosto, tollerato, coltivato. In modo complice e indulgente. |