| Message | Capì troppo tardi: era impossibile trovare ciò che aveva cercato, solo la distruzione di tutto ciò che aveva costruito lo avrebbe condotto alla verità, a svelargli la sua vera umanità o meglio, bestialità: quello in cui credeva lo aveva distrutto, annientato, condotto alla solitudine. Ormai poteva solo prenderne atto, rassegnarsi alla condizone di essere fuori dagli esseri, stanco di parlare, stanco di viaggiare, stanco di vivere. Era la morte delle possibilità:
non c'è speranza difronte all' inevitabile disperazione dell'animo umano, e questa lo condusse all'odio più totale verso ogni forma di ingegno della sua persona. Aveva fuggito il male per tutta la vita, ma trovò il male dentro di sè, nè era parte e ciò lo condusse alla pazzia:
la superbia lo invase, la convinzione di essere al di sopra di tutto e di tutti, la consapevolezza di non essere capito la certezza di andare incontro ad un destino spiacevole ma particolare. |